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Regalare le proprie idee può essere qualcosa che sconvolge le logiche economiche per come le abbiamo conosciute fin ora. Pensare di mettere a disposizione di chiunque la propria idea, lasciando libere le persone di migliorarla,  modificarla, adattarla alle proprie esigenze non fà parte dei modelli economici  con i quali la nostra società si è evoluta, con i suoi brevetti, concorrenza sleale, monopoli o quote di mercato.

Eppure Massimo Banzi ha deciso di mettere a  disposizone su internet tutto ciò che serve per copiare la sua idea, Arduino. Un mini computer dal costo di 26€, completamente aperto dal hardware(gli schemi elettrici e tutte le altre informazioni per ricostruire questa scheda sono disponibili on line) al  software open source.

L’idea nasce dall’esigenza dei sui studenti del Interaction Design Istitute di Ivrea di disporre di un microcontroller per la gestione dei progetti robotizzati.  Insieme a David Cuartielles, Banzi decide di creare la sua scheda che riscuote un enorme successo tra i suoi studenti che non conoscendo linguaggi di programmazione, grazie ad Arduino hanno potuto fare cose impensabili fino a prima, come far rispondere sensori, comandare motori e robots.

Il team crea una società ed inizia  a produrre le schede Arduino lasciando libero sfogo alla fantasia di chi vuole metterci le mani per creare qualcosa, senza limiti legati a copyright o brevetti, tutti possono copiare, modificare e rivendere le schede Arduino. Questo fà nascere communities in tutto il mondo che iniziano ad utilizzare la scheda per creare le cose più impesabili.

Ecco alcuni esempi delle applicazioni di Arduino :

MakebBot, la stampante 3d

L’arpa laser

La pianta che ti avvisa con un twit quando ha sete

Questi esempi dimostrano che la creatività e l’ingegno  non hanno limite se li si lascia liberi. Dare in mano alle persone strumenti in grado di generare tali innovazioni con costi bassissimi  può aprire scenari imprevedibili, mettere in discusisone l’economia di mercato come la conosciamo e farci sognare traguardi da fantascienza basati su nuovi modelli economici. Pensare che le società future potranno creare i propri oggetti del desiderio semplicemente grazie alla collaborazione tra individui, abbandonare la dipendenza della produzione di massa può suonare come un utopia.

Ma se fino ad oggi le aziende hanno  creato prodotti cercando di immaginare i bisogni dei loro consumatori, oggi farebbero meglio a collaborare con loro,  avendo a che fare con individui sempre più critici, attenti ed informati e viste le competenze e le possibilità che l’innovazione sta creando.

Fabrizio

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